My BLUE NOTES


MY “BLUE NOTES”

Quel giorno ero a Torino, più precisamente in San Salvario, per la copertura fotografica di un evento dedicato alla musica e, in particolare, a Mozart.

Il quartiere era diventato un gigantesco palcoscenico, artisti suonavano in ogni luogo, in ogni tipo di negozio o locale, e la gente riempiva le strade

inseguendo le note che vibravano nell’aria.

Io stessa ero rapita dalla musica, vedevo quello che mi circondava come una sorta di tastiera e mi sentivo come un pianista

alla ricerca dell’accordo giusto per far suonare le mie immagini.

Così, come nella musica esistono quelle che vengono definite “note blu” (ossia note che rendono complessa la definizione tonale del passaggio musicale,

arricchendolo così di forti sfumature nostalgiche e accattivanti), io ho tentato di interpretare le mie personali “note blu”,

andando a ricercare la loro indefinitezza tonale in una indefinitezza percettiva in grado di regalare molteplici vite ad un’immagine statica.